Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Sezione Provinciale di Ravenna

"Luigi Ballardini"


Quando la casa brucia.


Lettera aperta ai soci
del Presidente Nazionale U.I.C.I. Tommaso Daniele.

Carissimi,
nella mia lunga militanza nell'Unione quale Presidente provinciale e regionale, Segretario Generale e Presidente Nazionale mi sono sentito dire più volte dai nostri soci: "Perché dovrei rinnovare la tessera, che cosa mi ha dato l'Unione?" la mia risposta è stata semplice: " l'Unione ti ha dato tutto, l'istruzione , la formazione professionale, il lavoro, l'informazione, la cultura, la prevenzione della cecità, la riabilitazione, l'accesso ai beni culturali e alle attività sportive, ti ha dato la pensione e l'indennità di accompagnamento.
Insomma, ti ha dato la dignità di uomo che prima non avevi. Tutto questo in novant'anni di storia della nostra associazione.
Novant'anni di storia fatta di impegno, di sacrificio e di lotte da parte della dirigenza nazionale e locale.
Forse tu non te ne sei neanche accorto e hai pensato che tutto ti venisse generosamente offerto su un piatto d'argento dal Governo, dal Parlamento, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni.
Invece, no. Dietro ogni conquista c'è sempre una storia di sofferenza, di umiliazione e qualche volta di dolore, un solo esempio: la "marcia del dolore" del 54, 700 ciechi marciarono a piedi da Firenze a Roma, commuovendo l'opinione pubblica e conquistando il diritto alla pensione.
Ma ogni conquista è stata sempre appesa ad un filo, l'abbiamo dovuta difendere sempre con le unghie e con i denti da chi voleva farci tornare al Medioevo.
Ben cinque volte durante la mia Presidenza Nazionale hanno tentato di assoggettare l'indennità di accompagnamento, concessa al solo titolo della minorazione, ad un tetto di reddito.
Abbiamo sempre saputo opporre le nostre ragioni e respingere ogni tentativo, ma la storia si ripete e siamo ancora in guerra.
Questa volta è più difficile vincere, ma non vogliamo e non dobbiamo perdere. Questa volta la crisi economica è profonda, attraversa l'intero pianeta e il rischio di bancarotta non è solo fantasia.
La manovra del Governo approvata recentemente dal Parlamento ci penalizza fortemente, come disabili e come cittadini, ancora più grave è il rischio che viene dal progetto governativo di riforma dell'assistenza i cui principi, se approvati, ci farebbero tornare di nuovo al Medioevo.
Quando la casa brucia bisogna chiamare a raccolta tutte le forze disponibili per spegnere l'incendio.".

Carissimi,
è il vostro momento: il momento di prendere coscienza della drammaticità della situazione e mettersi al servizio dell'Associazione, rendendola più forte, più unita, più responsabile.
Mettendola cioè nella condizione di "resistere, resistere, resistere" nei confronti di chi vuol fare pagare il prezzo della crisi ai più deboli fra i deboli: i disabili.
Rinnovate la vostra tessera se non lo avete ancora fatto e impegnatevi a sensibilizzare anche quelli che non sono vicini alla nostra Associazione, perché non ne hanno capito il ruolo e l'importanza.
Prepariamoci ad un lungo periodo di lotta, che sarà dura e richiederà notevoli sacrifici, forse occorrerà una nuova edizione della "marcia del dolore", ma questa volta non bastano 700 ciechi e neppure 7000, dovremo essere 70.000, dovremo coinvolgere gli altri disabili, le nostre famiglie e le loro, dovremo parlare con una sola voce e spiegare all'opinione pubblica che non solo il Governo sta violando la civilissima Costituzione del nostro paese, ma anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta e ratificata dal nostro Parlamento e ora ignorata.
Insomma bisogna spiegare che il Governo non solo sta compiendo una violazione dei diritti umani, ma sta anche attuando a danno dei più deboli una grave ingiustizia sociale.
Ora, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha bisogno di te. Quando la casa brucia, ognuno di noi deve portare l'acqua per spegnere l'incendio.


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